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DALLA PAGINA ALLA TELA: PINOCCHIO RIEVOCATO DA SURLIUGA E GRIBAUDO

04 dicembre 2017

Pinocchio, si dice, è uno dei libri italiani più conosciuti nel mondo, in forte competizione con la Divina Commedia, e forse, secondo alcuni, vera Divina Commedia moderna. Non lontani da un’idea di questo genere si collocano sia Ezio Gribaudo, poliedrico intellettuale torinese, ma fondamentalmente pittore e disegnatore, sia Victoria Surliuga, docente in un’università texana ma torinese di formazione, che il Pinocchio di Gribaudo ha studiato e approfondito in un volume nato per merito di un progetto statunitense ma edito per i tipi de Gli Ori di Pistoia.
L’interpretazione offerta da Victoria Surliuga è molto curata e precisa nella raccolta dei dati e dunque fortemente sostenuta da elementi oggettivi. Il percorso risponde a intenti sostanzialmente antropologici e soprattutto psicanalitici, mentre lascia in una collocazione relativamente marginale gli elementi più strettamente artistici. Nonostante questo, il lavoro appare molto esauriente, mettendo in evidenza le componenti perenni, già proprie del preromanticismo e del romanticismo (l’automa) e anche della scapigliatura (lo sdoppiamento e il dualismo antitetico), che Gribaudo rievoca nel suo Pinocchio.
Rispetto ad altri artisti del Novecento che si sono misurati con lo stesso testo, anche ripetutamente, coprendo quindi un arco temporale analogo, come ad esempio Guido Bertello, Gribaudo si distacca dal testo tipologicamente, prediligendo soggetti come Pinocchio sulla bicicletta o in luoghi particolari (Venezia oppure le cupole di san Basilio), mentre Bertello segue puntualmente  le situazioni narrate da Collodi, del resto assai complesse ed attuali, tanto da consentirsi confessioni autobiografiche e letture storicamente applicate a se stesso e alla generazione colpita nell’infanzia dalla guerra.
Il lavoro di Ezio Gribaudo appare piuttosto una riflessione filosofico antropologica, soprattutto allorché ricalca da vicino o addirittura cita altri artisti (il caso più evidente è costituito da De Chirico, ma anche Braque, Mirò, Bacon, Matisse…) riflessione che si manifesta anche in un giudizio finale sostanzialmente del tutto negativo sulla società attuale, fatta di automi, di necessità puramente e bassamente materiali, di frammentazione e di hic et nunc come unico senso del vivere.
Il lavoro di Victoria Surliuga appare interessante ed esauriente, e si libera finalmente da quell’eccesso di letture freudiane che ha tormentato la nostra critica per troppo tempo.

Donatella Taverna

Victoria Surliuga. Ezio Gribaudo, il mio Pinocchio. Pistoia, Gli Ori, 2017. ISBN: 978-88-7336-666-9. Il volume è anche disponibile in inglese: ISBN: 978-88-8336-669-0. I due volumi sono entrambi di 132 pp. Coordinamento editoriale: Paola Gribaudo.
Crediti fotografici: Andrea Guermani. Per gentile concessione dell’Archivio Gribaudo.
(Nella foto: E. Gribaudo, Pinocchio, 2015, tecnica mista, 140 x 100 cm)

 

 
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