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GIOVANNI LUME UNO SCRITTORE CON LA PATRIA NEL CUORE. ARTICOLO DI MARCO FORMATO

24 maggio 2017

La Grande Guerra, oltre a ciò che studiamo e sappiamo, fu anche foriera di numerose personalità artistiche che dopo quella tragica esperienza maturarono composizioni di struggente bellezza, pure a distanza di molti anni. Fra i tanti, merita menzione anche il giornalista, scrittore e commediografo frugarolese Giovanni Lume.
Era nato nel 1893 da una numerosa famiglia di agiati commercianti, grazie ai quali riuscì a studiare all'Università di Genova e in seguito a laurearsi. Scoppiato il primo conflitto mondiale, Giovanni divenne ufficiale nel 155° Reggimento Fanteria (Brigata Alessandria). Distintosi più volte sul fronte giulio, il 24-25 maggio 1917 meritò una medaglia d'argento sul Carso, quando “comandante di una compagnia di combattimento, spiegò energia e coraggio non comune e sprezzo del pericolo, riuscendo di mirabile esempio ai suoi dipendenti. Ferito due volte, perseverò nell'azione sino al raggiungimento dell'obiettivo assegnato al suo reparto, e non si allontanò che in seguito ad ordine del comandante del battaglione”; la consegna avvenne cinque anni dopo a Costantinopoli e come lui stesso scrisse “fu spiccia, più confacente all'abito borghese che portavo, che alla decorazione concessami”.
Dopo la guerra, a Voghera, ritrovò una giovane e affascinante donna già incontrata anni prima durante una licenza dal fronte e da lui mai dimenticata: si chiamava Eleonora Coralli e di lì a poco divenne sua moglie. Eleonora apparteneva ad un'importante famiglia di patrioti, prima fra tutti l'antenata Alba Coralli, famosa nobildonna cara a Garibaldi e sposa dell'eroe bergamasco Gabriele Camozzi; lo zio Luigi Coralli, caduto sul Monte Pertica nella celebre “Battaglia del Solstizio”, medaglia d'oro alla memoria; un altro zio, Felice, pluridecorato (tre medaglie d'argento e una di bronzo), Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia e successivamente senatore del Regno.
Giovanni ed Eleonora ebbero cinque figli e una vita felice. Dal nord si trasferirono a Roma, dove egli si distinse come valente giornalista e scrittore. Nel 1929 pubblicò Una sostituzione d'anime, raccolta di fiabe cinesi da lui desunte con molto gusto e delicatezza, seguita nel 1934 da una commedia in tre atti intitolata La bonifica (un’altra sua passione fu da sempre il teatro). Specializzato in economia e coinvolto nello studio del nuovo sistema corporativo, nello stesso periodo scrisse anche La riforma monetaria fascista, importante volume dove sottolineò che “la speculazione ai danni della lira era orchestrata dalle banche italiane”.
Con la Seconda Guerra Mondiale venne spazzato via il vecchio Regno d'Italia, e con esso sistemi e valori di chi come lui era cresciuto nel culto della Patria e nel rispetto degli eroi. Ma il suo entusiasmo e la sua vena artistica erano tali che ancora fra gli Anni 50 e 60 pubblicò due romanzi di fantascienza, La porta di stelle e Campo del Sole, arrivando a realizzare il radiodramma Toti e rievocando in televisione le epiche gesta dei soldati italiani della sua giovinezza.
Nel 1958 pubblicò inoltre per l'Istituto del Nastro Azzurro un prezioso libro di ricordi, I fuochi della Vittoria (ripubblicato dieci anni dopo col titolo Grigioverdi), toccante memoriale scritto a quarant'anni dal termine della Grande Guerra, nella generosa speranza di lasciare ai giovani una traccia mirabile di patriottismo, in un momento storico di profondi cambiamenti sociali. Egli volle tramandare il suo pensiero e la sua personale vicenda, tanto esemplare quanto più occorreva aggrapparsi a modelli che non si sarebbero sciolti come neve al sole alla prima svolta generazionale.
Ritrovare e leggere oggi, alla distanza di un secolo dai fatti, le memorie di Giovanni Lume, è quanto di più bello si possa suggerire a uno studente che voglia approcciare in maniera diversa lo studio di quella guerra, perché non basta l'inesorabile oblìo del tempo a seppellire ciò che di buono è stato fatto, vissuto e raccontato. Giovanni Lume morì nel 1983 e fu sepolto a Frugarolo, nella quiete campestre di un Piemonte ancora nobile e legato ai ricordi dell'Italia che fu.

Marco Formato

Nella foto: i coniugi Eleonora Coralli e Giovanni Lume (le due persone in piedi al centro della foto).

 
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